La mia passione per il Bracco Italiano iniziò da bambino… Potevo avere 7/8 anni, quando una mattina, mio padre decise di portarmi a pesca nella bassa friulana…mentre camminavamo per raggiungere il fiume, vidi in uno spazioso giardino, un elegantissimo cane che trottava, scoprii così il Bracco italiano,… mi avvicinai alla recinzione ed il bracco fece altrettanto guardandomi con quello sguardo che sa parlare. Il colpo di fulmine fu immediato e nella mia mente fu tutto chiaro, il mio cane: sicuramente un Bracco Italiano! Mio padre, setterista, provò spesso a dissuadermi con i soliti discorsi, che ancora oggi si sentono fare da chi il bracco italiano non lo conosce.

Passano gli anni e si susseguono mille avvenimenti, ma nulla riesce a cancellare il bracco dal mio cuore, la sorte vuole inoltre che nella mia vita incontri una compagna che ha le mie stesse passioni, accade così che non appena acquistiamo casa ci mettiamo subito alla ricerca del nostro fedele ausiliare. Il 6 di settembre 2003 arriva Diana e dopo una settimana Dafne, due roane che stravolgono in maniera irrinunciabile la nostra vita. Seguite negli anni da Alice prima e da Agata.

Leggere e informarsi su tutto ciò che è bracco, addestramento o caccia, linee di sangue, sfogliare gli annuari profumati di storia, parlare con i "vecchi" allevatori che hanno ancora in mente le imprese dei loro campioni… allenamenti, errori, piccoli progressi, grandi soddisfazioni…

e giornate in cui torni alla macchina con il cane legato, la testa china e il morale sotto i tacchi per un turno in cui l'esuberanza dei piccoli, il vento, la pioggia o il freddo ti hanno sconfitto, le volte invece in cui lo fai "volando" perché c'è stato un progresso, una ferma fantastica o il cane ha recepito il tuo insegnamento o è il cane che ha fatto il maestro… le rivincite sugli amici cacciatori, che la domenica vedendo scendere dall'auto, un bracco italiano sorridono ironici, ma che a fine giornata si devono ricredere e ti dicono "però niente male"… di tutto questo sono piene le nostre giornate.

Le notti insonni alla vigilia delle aperture, le corse in auto per raggiungere i luoghi di caccia, e mentre guidi la mente vola, immagina quello che di li a poco succederà, le albe, l'odore di bosco, le pose statuarie dei cani in ferma, le gambe che tremano, il frullo dei selvatici, il profumo della polvere, i riporti orgogliosi, le carezze sul capo, uno sguardo d'intesa tra due complici amici, uno scodinzolio, son tutti ricordi che vivranno per sempre con me, attimi che ti ricaricano, immagini che ti fanno venire i brividi, sicuramente sarò un romantico e forse per questo, ho scelto il Bracco Italiano per starmi accanto in queste situazioni, ma solo chi ha vissuto queste esperienze può capire.

Posso dire di avere un solo rammarico, quello di non aver potuto dimostrare a mio padre che si sbagliava sul conto del Bracco Italiano e di non aver potuto condividere anche con lui, le mie esperienze. Sono sicuro, però, che da lassù lui avrà sicuramente visto quello che un Bracco Italiano è capace di fare e si sarà ricreduto…

Agosto 2011